fb gg

CONOSCIAMOLI MEGLIO - La Blattella Germanica

Comunissimi infestanti degli alimenti e dei luoghi in cui se ne conservano, le BLATTELLE GERMANICHE sono una tipologia di insetti diffusissima nelle nostre zone.

Volgarmente chiamate «fuochiste» o «mangiapane», esse prediligono ambienti in cui riescono a trovare tutte le condizioni essenziali per la loro vita:

  • calore;

  • umidità;

  • disponibilità di cibo;

  • buio.

Sono quindi le cucine, industriali o “casalinghe”, gli habitat naturali di questi insetti, che si nascondono in prossimità dei motori degli elettrodomestici, nelle zone umide dei lavelli, nelle cerniere dei mobili, in fondo alle cassettiere, vicino a dove si stipa la spazzatura.

 

Anche bagni e lavanderie, che sono ambienti particolarmente caldi e umidi, diventano ottimi luoghi in cui stazionare, anche se difficilmente le blattelle vi lasciano uova, in quanto non vi è disponibilità di cibo tale da permettere alla prole di poter crescere.

Quando ci viene chiesto un intervento contro tali infestanti, ci vengono ricorrentemente poste alcune domande.

La prima è: «Come sono arrivate a casa mia?».

La seconda, un po' consequenziale, è: «Li porta la sporcizia? Perché io pulisco tutti i giorni!».

Cominciamo con ordine.

Questi animaletti possono giungere nelle nostre case attraverso due strade, principalmente.

La prima è che qualche nostro vicino abbia la cucina già infestata. Le blattelle sono animali “esploratori”, che cercano continuamente nuovi mondi da colonizzare. Basta quindi lasciare qualche finestra aperta per far sì che essi giungano nelle nostre cucine, o semplicemente possono passare da sotto le porte di ingresso del pianerottolo.

La seconda, e più diffusa, strada è quella che ci rende inconsapevoli “trasportatori” degli insetti. Infatti, essi spesso lasciano ovoteche negli imballaggi degli alimenti, e quindi basta comprare un pacco di pasta, un cartone di latte, una confezione di acqua precedentemente immagazzinati in ambienti infestati per farcele importare a nostra insaputa.

E tale rischio è comprensibilmente più alto nelle cucine industriali (industrie alimentari, ristoranti, panifici, bar), in quanto lo smercio di materie prime e di relativi imballaggi è molto più consistente.

Per quanto riguarda la “pulizia”, è sicuramente vero che un ambiente in cui gli animaletti trovano facilmente disponibilità di cibo offre loro migliori condizioni per proliferare. E quindi lasciare in giro mollichine o briciole, spazzatura nel bidoncino per tutta la notte, olio e grasso di cottura su pentole o superfici varie permette agli insetti un più facile reperimento di alimenti. Tuttavia, anche le cucine più pulite possono essere covo di colonie di fuochiste, perché comunque riescono a trovare nutrimento anche nei punti in cui noi non riusciamo a pulire.

Si raccomanda, oltre ad una attenta e costante pulizia degli ambienti, anche di conservare tutti gli alimenti nei contenitori “ermetici”, che non permettono l'accesso né agli insetti adulti, né alle neanidi o alle ninfe (stadi giovanili di piccole dimensioni). È anche assai importante evitare di conservare gli alimenti all'interno degli imballi di cartone (specie quelli ondulati), ma sconfezionarli con cura.

Ricordiamo, giusto per rendersi conto di come una presenza “isolata” possa presagire una infestazione massiccia, quelli che sono i cicli biologici di tali bestiole:

un individuo di blattella germanica vive circa 4-5 mesi; una femmina, in tale periodo, produce da 4 a 8 ovoteche, ciascuna delle quali si schiude dopo circa 15-20 giorni liberando sino a 40 cuccioli. Una volta nato, l'insetto compie una metamorfosi perfetta in circa 5 mute, passando da neanide a ninfa ad adulto. [Luciano Suss, Gli Intrusi, pag. 72]

Fortunatamente, da qualche anno sono stati messi a punto dei prodotti insetticidi selettivi e assolutamente ATOSSICI, in quanto si tratta di formulati alimentari che attraggono gli insetti e li uccidono agendo per ingestione, senza quindi contaminazione degli ambienti e senza alcun rischio di contaminare ambienti, alimenti, suppelletili, mobili, piatti, bicchieri eccetera.

I migliori prodotti rimangono attivi per diversi mesi, permettendo di distruggere anche gli animali che nascano da schiuse tardive delle uova.

Ma attenzione: il prodotto da solo non basta per una radicale, totale e definitiva risoluzione del problema. Bisogna sapere QUANTO metterne, DOVE metterlo, COME metterlo; bisogna monitorare gli effetti a distanza di 4-5 settimane e, se necessario, effettuare un richiamo impiegando un diverso principio attivo.